A NATALE IL CCNL 2022-2024, A CAPODANNO IL CCNI SULLA SANITÀ INTEGRATIVA

Come abbiamo già scritto, il 23 dicembre è arrivato il pacco di Natale della sottoscrizione definitiva del nuovo CCNL Istruzione e ricerca, ma visto che le disgrazie non arrivano mai da sole ecco che per Capodanno riceviamo l’altro pacco del CCNI sull’assicurazione sanitaria integrativa del personale scolastico.
Infatti, il 29 dicembre i soliti sindacati “pronta-firma” [con la consueta temporanea assenza della Cgil, orfana del governo “amico” e della Uil che non aveva firmato il CCNL 2024] hanno sottoscritto definitivamente – anche in questo, caso senza avere mai interpellato il personale scolastico – un CCNI che estende anche alla Scuola l’avvio della privatizzazione dell’assistenza sanitaria, prevista dall’art. 14, comma 6, d.l. n. 25/2025.
Così, dopo aver introdotto il truffaldino meccanismo del «silenzio-assenso» di Espero per sottrarre il TFR al personale neoassunto regalandolo ai gestori dei fondi pensione integrativi, adesso arriva una nuova vagonata di milioni di euro per le assicurazioni private.
Infatti, a impinguare ulteriormente le loro casse, ci pensano ora il MIM e le OO.SS. firmatarie che hanno previsto una spesa complessiva di 320 milioni di euro per i quattro anni dal 2026 al 2029, che vengono sottratti alla Scuola di tutti e tutte per finire nelle tasche dei poveri assicuratori: 200.000.000 «mediante corrispondente riduzione del «Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche», 60.000.000 «utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’istruzione e del merito» nell’ambito dei fondi di riserva del MEF e 60.000.000 dal taglio da 7 a 5 dei componenti della commissione di esami al superiore.
Secondo Valditara sarebbe «un altro capitolo importante di una stagione di riforme che ha come obiettivo la valorizzazione del personale scolastico» e in un precedente comunicato il MIM stimava uno stratosferico «controvalore di oltre 3 mila euro all’anno per ogni beneficiario» [sic!], che moltiplicato per circa 1.200.000 destinatari, tutto il personale di ruolo e supplente fino al 31 agosto o 30 giugno, superebbe l’inconcepibile cifra di 3,6 mld annui.
Ma quale sarà la conseguenza di questi ulteriori tagli? Il funzionamento delle nostre scuole è già problematico, la diminuzione sarà mediamente di circa 30.000 euro per ogni istituzione e non potrà che far lievitare la richiesta del cosiddetto «contributo volontario» che troppo spesso ha ben poco di «volontario», viste le pressioni fatte sulle famiglie, ma ancora – e peggio – rischia di impoverire ancor di più le scuole frequentate dalle famiglie meno abbienti. Insomma, un’ulteriore discriminazione nei confronti di coloro che invece dovrebbero essere sostenuti e che tradisce l’art. 34 della Costituzione: «La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».
Anche in questo caso, come per la “previdenza” integrativa di Espero, le OO.SS. firmatarie – piuttosto che lottare per il reddito e il diritto di lavoratori e lavoratrici a una sanità efficiente e per tutti, gratuita e non regionalizzata – preferiscono acconsentire che centinaia di milioni della Scuola vadano a finire nelle mani di soggetti privati il cui principale interesse è fare profitti e non certo tutelare la nostra salute.
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