PRECARIATO. Cosa fare dopo la manifestazione e l’assemblea del 12 e 13 ottobre

Lo scorso sabato 12 ottobre abbiamo partecipato a Roma ad una grande manifestazione di precari/e (promossa da ESP – Educazione Senza Prezzo) di estrema importanza per la capacità mostrata di mettere in discussione le scelte di politica scolastica di questo ministero.

Hanno collaborato alla riuscita della manifestazione, condividendone il percorso di preparazione, tutte le realtà del precariato della scuola insieme ai sindacati di base e a diverse organizzazioni studentesche, sfilando in corteo in modo convinto e con decise e unitarie parole d’ordine, riuscendo a superare molte divisioni storiche che finora hanno compromesso la possibilità di dar vita a un movimento di precarie e precari unito, coeso e con obiettivi estremamente chiari.
Superate le contraddizioni c’è stata una grande unità di contenuti e chiarezza sugli obiettivi da raggiungere, oltre a una partecipazione che è andata al di là di ogni aspettativa vedendo la presenza di un migliaio di partecipanti.
I contenuti sono stati tutti rivolti all’impossibilità di continuare ad accettare un sistema di formazione incentrato tutto sull’acquisto di certificazioni per “fare punti” e quindi è stato denunciato il mercimonio di titoli mettendo in discussione anche il fatto che spesso si tratti di percorsi che lasciano molto a desiderare rispetto alla loro capacità formativa, compresi quelli all’estero, in particolare sul sostegno.
È stata inoltre posta al centro delle rivendicazioni la necessità di difendere il diritto all’inclusione scolastica messa a rischio più di una volta dalle dichiarazioni del ministro Valditara.

Quali allora le prospettive?
La generalità della piazza ha indicato come unico obiettivo un doppio canale di assunzione – da un lato i concorsi e dall’altro le graduatorie per supplenze – che vada a sanare e a mettere in regola tutte quelle situazioni di docenti che formano il precariato storico. Precari/e che, nonostante abbiano anche superato i concorsi risultando idonei, ma non rientrando tra i “vincitori” del limitato numero di posti messi in palio, non riescono mai ad avere il ruolo. Di conseguenza si forma una sacca di precariato che lo scorso anno è arrivata a contare 250.000 docenti precarie e precari in servizio.
Questa manifestazione non rappresenta il culmine della protesta, essa non è altro che un primo passo, come ci ha dimostrato la partecipata assemblea del successivo 13 ottobre, che ha visto insieme tutte le componenti presenti durante la manifestazione, nella quale si è valutato in maniera estremamente positiva la partecipazione al corteo e che ha dato indicazioni per continuare a mobilitarsi, a partire da coordinamenti città per città per sviluppare un approfondimento sui contenuti e per radicarsi maggiormente nei territori.
Siamo solo all’inizio, i COBAS Scuola sono con tutti i precari della scuola, perché

Un’altra scuola è possibile!

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