Lo scorso 3 giugno ci ha lasciato Gemma Insalaco, maestra elementare con cui abbiamo affrontato molte battaglie: dal Tempo Pieno al Ruolo unico.
Condividiamo il ricordo di Gemma, scritto da Antonella Ardito, con le quali – insieme a tanti/e altri/e colleghi/e – abbiamo sostenuto le lotte e la voglia di fare scuola per una società più giusta, solidale e inclusiva.

Ricordando Gemma
Ricordare, a un mese dalla prematura scomparsa, Gemma Insalaco, come insegnante e compagna di un percorso di lotte, ci sembra doveroso.
Chi ha avuto occasione di conoscerla, come suo alunno o suo collega, ne ha potuto apprezzare le qualità di docente e il senso di dedizione.
Chi scrive ha condiviso, con lei, passione e impegno per il mestiere (meglio sarebbe dire “arte”) di maestra elementare, sempre dalla parte di alunni e alunne, di qualsiasi età e provenienza, con la fiducia di aiutarli a crescere come individui e cittadini.
E, in particolare, si è condivisa quella intensa stagione di attivismo, dal 1986 agli anni ’90, nel Movimento dei Comitati di base della Scuola per il rinnovamento della scuola pubblica, per la libertà d’insegnamento e per la valorizzazione del ruolo e della dignità della professione docente.
Una battaglia significativa che ci ha unito è stata la rivendicazione del diritto e del riconoscimento del “ruolo unico docente”, rimasto un vulnus nel sistema scolastico italiano e uno scomodo tabù per il sindacalismo ufficiale.
E, ancora, in una città emblema delle diseguaglianze sociali come Palermo, Gemma ha fatto propria la lotta per la difesa del tempo pieno come strumento metodologico di riscatto sociale, proprio mentre il Provveditore agli studi, insieme con un’accolita di direttori didattici, si vantava presso il Ministero della Pubblica Istruzione per aver ridotto nel 1996 le classi a tempo pieno dall’iniziale numero di 536 a solo 114.
Oggi, in un periodo di crisi e di disaffezione dei docenti, ricordare un’insegnante che ha vissuto con libertà e passione il proprio lavoro può aiutare a riflettere chi è sfiduciato o si è arreso.
Grazie Gemma.
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